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[ste-re-o-li-to-gra-fì-a] n.f.
Etimologia: ← comp. di stereo -(rigido, solido, cubico o tridimensionale) e litografia (procedimento di stampa).
La stereolitografia (SLA), con una tolleranza di processo di ±0,15 mm, è la tecnologia nel mondo della prototipazione rapida che permette di ottenere modelli di grande precisione dimensionale. Offre superfici lisce ad alta precisione, rendendo questa tecnologia ideale per prototipi estetici.
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All’avvio del processo, un raggio laser colpisce la resina fotosensibile solidificando uno strato alla volta (con uno spessore di 0,01mm) nei punti definiti dal progetto.
Al termine di ogni passaggio, la piattaforma si abbassa progressivamente per permettere la creazione del livello successivo, ripetendo il ciclo fino al completamento del pezzo. Infine, l’operatore solleva la piattaforma per estrarre il prototipo, ancora ancorato ai suoi supporti.
Dopo la stampa, i pezzi vengono puliti in solventi per rimuovere la resina in eccesso e spesso sottoposti a un processo di post-polimerizzazione UV per la massima resistenza.

Alta risoluzione e dettaglio: il laser permette di creare dettagli minuscoli che non sono ad esempio ottenibili con un ugello che estrude plastica.
Finitura superficiale liscia: i pezzi realizzati in stereolitografia hanno superfici estremamente lisce. Una volta rimosse le strutture di supporto e rifinito il pezzo, le linee dei livelli non risultano molto visibili.
Precisione dimensionale: la stabilità del processo laser garantisce che le dimensioni del progetto digitale corrispondano quasi perfettamente all’oggetto fisico.